Il ruolo del digital storytelling nella promozione dei musei

Digital storytelling per musei

Ben ritrovati a un nuovo approfondimento di Archimede Arte.

I musei: luoghi non soltanto di divulgazione, ma anche di diffusione della cultura. La Storia nasce per raccontare qualcosa e i musei, con il loro patrimonio di immagini e di esperienze.

La cultura digitale può includere diverse risorse in grado di potenziare sensibilmente la visibilità dei beni culturali e la loro capacità di diffusione presso diverse fasce di pubblico. I musei, luoghi deputati alla conservazione della memoria, devono valorizzare il proprio patrimonio comunicandolo nel modo giusto per colmare la distanza esistente tra testimonianze di un tempo ormai andato e fruitori attuali. Sappiamo infatti che il 52% dei musei ha almeno un account nei vari social network e che soltanto il 13% è presente in quelli più diffusi.

Le istituzioni culturali si trovano quindi a dover potenziare il proprio modo di comunicare a un pubblico vecchio e nuovo: dalla classifica ISTAT degli strumenti digitali più utilizzati per comunicare abbiamo in ordine di importanza tra i più utilizzati:

  1. Il sito web (57% dei musei)
  2. Gli account sui social network
  3. Le newsletter
  4. Gli allestimenti interattiviDigital storytelling per musei

Cos’è lo stortytelling per musei?

La disciplina dello storytelling comprende le tecniche concepite per trasmettere contenuti, idee, valori finalizzate alla promozione di una data realtà. Raccontare storie permette di:

  • valorizzare il capitale informativo dei reperti
  • aumentare la notorietà dei brand dei musei
  • trasmettere conoscenze ed esperienze
  • creare identità (individuali e collettive)
  • trasmettere il sapere nel tempo e preservarne l’esistenza
  • creare una comunità attorno al messaggio/racconto veicolato

Le tecniche di stoytelling ci aiutano a creare empatia, ad avvicinare le persone attraverso la forza delle emozioni. A differenza dell’approccio accademico, nozionistico e unilaterale, l’obiettivo è quello di mettere in connessione i visitatori con il “raccoglitore” dei luoghi e delle storie. Il museo agisce da mediatore che per mezzo del racconto e dell’interazione sprigionata dalla storia riesce a costruire significati e a impartire un insegnamento al fruitore.

Se ci pensiamo bene, i musei hanno tutte le carte in regola per realizzare delle vicende intriganti e catturare l’attenzione del proprio pubblico: hanno le storie e le immagini (le loro collezioni), hanno il pubblico (tutti coloro che navigano in rete), manca soltanto una chiara presa di coscienza di tali potenzialità e un indirizzo concreto sul come valorizzarle secondo una strategia sinergica.

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Abbiamo seguito in questi tempi numerosi esperimenti di realtà virtuale aumentata finalizzata a migliorare l’esposizione del patrimonio culturale, pensiamo a You are Leo oppure al Progetto Inception, e tutti questi casi puntano sul rendere più interattive le esperienze di fruizione artistica da parte dei visitatori, anche a distanza.

Il digital storytelling – Il ruolo dello storytelling digitale

Il digital storytelling è una interessante forma di comunicazione per i musei a essersi imposta negli ultimi anni: esso pratica un approccio sui beni museali che li vede non come elementi statici ma come fonte di interesse da scoprire, fare propria e valorizzare, per coinvolgere il pubblico.

Lo storytelling digitale è un approccio dalle immense potenzialità che attualmente non è stato coinvolto pienamente nelle strategie di divulgazione degli istituti culturali italiani, vuoi per mancanza di mezzi, vuoi per scarsa conoscenza dei mezzi e delle ottiche alla base del suo funzionamento.

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Nel digital storytelling abbiamo una fusione di tradizione e di nuove tecnologie: strumenti come ologrammi, videoproiezioni, video installazioni permettono di imbastire originali modalità di comunicazione creative e versatili che rendono la narrazione storica avvincente anche per mezzo dell’impiego di effetti visivi e sonori.

Come può lo storytelling digitale aiutare concretamente i musei a valorizzare i propri beni culturali?
Si tratta di avvicinare le persone ai beni storici attraverso la forza della narrazione, creare un ponte tra il mondo attuale e quello trascorso, fare in modo che la Storia possa trasformarsi in un veicolo di emozioni e di un insegnamento personale.

Le realtà culturali e artistiche possono impiegare i canali digitali per farsi conoscere con maggiore efficacia

La missione culturale o educativa deve essere trasposta in termini personali (ovvero, valorizzare l’esperienza quotidiana dei protagonisti della narrazione, in modo che ciascuno vi si possa identificare) e avvalendosi di tecniche di racconto precise e strutturate

Lo storytelling culturale può riuscire a stabilire un rapporto concreto tra il pubblico e gli istituti culturali, attraverso effetti sensoriali e scenari inediti, avvalendosi di contenuti multimediali per comunicare e soprattutto per far vivere un’esperienza concreta:

  • Contenuti audiovisivi che espandono le potenzialità didattiche
  • App mobile
  • Piattaforme di transmedia storytelling per esplorare un contesto narrativo attraverso diversi media e in modo complementare

Lo storytelling immersivo, in particolare, permette di espandere l’esperienza dei visitatori, specialmente nelle fasi pre-visita e post-visita, facendo letteralmente “entrare” il pubblico in un mondo di realtà aumentata dove si può accedere virtualmente ai beni storici rielaborati e assaporare le storie che essi incarnano in una versione interattiva e originale.

Archimede Arte è da sempre interessata alle potenzialità dei contenuti narrativi digitali e immersivi e sarà felice di tenervi informati sulle news in merito della conservazione e promozione dell’arte in 3D.

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