“Il ritorno dei capolavori perduti” – Le repliche 3D dei capolavori dell’arte scomparsi

"Medicina" di Gustav Klimt

Fino a oggi, la perdita delle opere d’arte originali ha privato il pubblico della possibilità di godere dell’immensa esperienza emozionale data dal trovarsi in presenza di beni artistici di enorme pregio. Oggi, grazie alle potenzialità delle repliche 3D dell’arte, non deve essere necessariamente più così.

 

L’arte può costituire infatti una fonte di spettacolo, un’esperienza istruttiva e un’occasione di promozione anche quando i capolavori dell’arte sono andati persi, rubati o bruciati. Le opere artistiche, oltre a essere pregne di un insito valore culturale, sono anche fotografie e testimonianze di periodi storici, raccontano in forma visita frammenti di vita dei loro autori o del mondo che li circondava, perciò ricostruire il loro contenuto grazie alle tecnologie di arte 3D si è un obiettivo meritorio di stima e prezioso ai fini della divulgazione.

 

“Il ritorno dei capolavori perduti” – Le repliche 3D dei capolavori scomparsi

Palermo ospita all’interno della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis l’esposizione “Il ritorno dei capolavori perduti” una ragguardevole mostra di riproduzioni digitali dei capolavori artistici andati dispersi, distrutti o bruciati. La mostra rientra nel novero delle iniziative che Palermo celebra in ricordo dei 50 anni dal furto della tela dell’opera del Caravaggio ai danni dell’oratorio di San Lorenzo.
L’esposizione è stata organizzata dagli Amici dei Musei Siciliani assieme a SkyArte e Factum Arte con il supporto dell’Assessorato Regionale Beni Culturali e Identità Siciliana.

Questa mostra è un notevole esempio di come la tecnologie virtuali possano creare vivide repliche 3D di opere artistiche grazie alla partecipazione di storici, artisti, restauratori e sviluppatori software.

L’evento permette di “fare tornare in vita” le sette opere d’arte attraverso riproduzioni tridimensionali decisamente vivide fedeli in ogni dettaglio.

Le opere in mostra sono:

  • “Medicina” di Gustav Klimt (bruciato dai nazisti)
  • “La torre dei cavalli azzurri” di Franz Marc (scomparso negli Anni Quaranta)
  • “Concerto a Tre” di Jan Vermeer (rubato nel 1990)
  • “Ninfee” di Claude Monet (bruciato nel 1958)
  • “Vaso con cinque girasoli” di Vincent Van Gogh (distrutto nel 1945)
  • “Myrto” di Tamara de Lempicka (rubato nel 1943)
  • “Ritratto di Winston Churchill” di Graham Sutherland

“Il ritorno dei capolavori perduti” unisce i pregi dell’arte a quelli della narrazione per dare origine a un’esposizione unica che contempla rappresentazioni 3D delle opere memorabili di Van Gogh, Monet, Sutherland, che essendo andate perdute o essendo state rubate non potrebbero essere altrimenti esposte.

“Il ritorno dei capolavori perduti” – Dati mostra

Sky Arts Production Hub inoltre ha raccolto tale opere (oltre a “La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” del Caravaggio, rubato nel 1969) in una serie di documentari sulla storia dell’arte, chiamato appunto “Il mistero dei capolavori perduti” diretto da “Giovanni Troilo” distribuiti in tutti i Paesi in cui trasmette Sky.

Ogni episodio mostra la storia di ciascun capolavoro e del suo creatore, oltre alle vicende che hanno condotto alla sua sparizione o distruzione.

L’esposizione fa parte del festival Le Vie dei Tesori e durerà fino al 8 ottobre 2019

  • Dove: Palazzo Abatellis – Palermo
  • Quando: Dal 10 ottobre al 8 dicembre 2019
  • Visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00

 

Archimede Arte crede fermamente nelle potenzialità dei rilievi e delle riproduzioni 3D a supporto della conoscenza e della salvaguardia dell’arte e con la propria esperienza nel campo della digitalizzazione del patrimonio artistico si mette a disposizione degli enti privati, pubblici e religiosi con simili necessità.

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